Le onde d’urto sono impulsi acustici con la proprietà di rendere efficace l’energia fisica in zone di tessuto localizzate. In neurologia, quando parliamo di applicazione delle onde d’urto intendiamo la stimolazione transcranica a impulsi (TPS). La TPS viene eseguita con il sistema NEUROLITH® ed è una terapia omologata per i pazienti affetti da demenza di Alzheimer.
Storia e caratteristiche fisiche delle onde d’urto in medicina
Utilizziamo le onde d’urto per la terapia extracorporea dei calcoli renali fin dalla fine degli anni ‘80 del secolo scorso. Oggi si utilizzano le onde d’urto per svariate applicazioni mediche, ad esempio per il trattamento delle malattie muscoloscheletriche e nella medicina rigenerativa. Sono documentate applicazioni efficaci delle onde d’urto per il trattamento delle malattie dell’apparato locomotore e delle pseudoartrosi, per la stimolazione dell’angiogenesi, per i disturbi di guarigione delle ferite e per il trattamento dell’angina pectoris e dell’insufficienza cardiaca.
Le onde d’urto sono impulsi acustici prodotti meccanicamente, caratterizzati da una singolare forma dell’impulso e da una durata ultra breve. Grazie a queste caratteristiche, le onde d’urto non inducono effetti termici, quindi non surriscaldano il tessuto. Le onde d’urto vengono trasmesse al tessuto corporeo in modo non invasivo. Per la trasmissione e la diffusione all’interno del corpo, le onde d’urto necessitano di un mezzo elastico, come acqua o gel di accoppiamento. Le onde d’urto hanno la proprietà di rendere efficace l’energia fisica in zone di tessuto localizzate.
Per ulteriori informazioni sulle caratteristiche fisiche delle onde d’urto si rimanda alla sezione: Cosa sono le onde d’urto? Caratteristiche tecniche e fisiche
Nella litotrissia, le onde d'urto ad alta energia vengono utilizzate per la frantumazione dei calcoli, mentre nella terapia del dolore o in neurologia l’impulso trasmesso nel tessuto è a bassa energia e ha un effetto stimolante.
Le onde d’urto non sono riconoscibili ad occhio nudo, ma possono essere rese visibili con speciali strutture ottiche. In questo caso si ottengono immagini speciali, chiamate fotografie di Schlieren, che valorizzano l’aspetto estetico delle onde d’urto.
In che modo agiscono le onde d’urto?
Il meccanismo su cui si basa l’azione delle onde d’urto nel tessuto è la meccanotrasduzione, un fenomeno che consiste nella conversione degli impulsi fisici, ovvero le onde d’urto, in processi cellulari che sono responsabili di effetti positivi sul metabolismo e sul ciclo cellulare. Ciò include la migrazione e la differenziazione delle cellule staminali, la liberazione di ossido di azoto (NO) e la stimolazione di fattori di crescita (VEGF, BDNF). Con conseguente formazione di nuovi vasi sanguigni, miglioramento dell’irrorazione sanguigna e rigenerazione dei nervi.*
Stimolazione transcranica a impulsi (TPS) nei pazienti affetti da demenza di Alzheimer
In neurologia, quando parliamo di trattamento ad onde d’urto con il NEUROLITH® intendiamo la stimolazione transcranica a impulsi, abbreviata in TPS. Il NEUROLITH® è un dispositivo che dal 2018 è omologato CE per il trattamento di pazienti con sintomi della demenza di Alzheimer.
Gli impulsi prodotti dalla TPS vengono trasmessi in modo controllato e non invasivo attraverso il cuoio capelluto e la calotta cranica, nelle regioni cerebrali del paziente solitamente colpite dalla demenza di Alzheimer.
I risultati di studi attuali indicano che la TPS induce modificazioni neuroplastiche e morfologiche e lasciano supporre un miglioramento delle funzioni cognitive nei pazienti affetti da demenza di Alzheimer. Attualmente sono in corso ulteriori studi e valutazioni sugli effetti a lungo termine, sui meccanismi di azione e sugli effetti biologici della TPS.
Per ulteriori informazioni sulla TPS
*Gli effetti menzionati in relazione ai trattamenti con onde d’urto riguardano diversi tipi di tessuto e non possono essere estesi in modo generalizzato a tutte le indicazioni senza prova scientifica.
(1) d´Agostino, M. C. et al.: International Journal of Surgery, 24(Pt B):147-153, 2015.
(2) Mariotto, S. et al.: Nitric Oxide, 12(2):89-96, 2005.
(3) Yahata, K. et al.: Journal of Neurosurgery, 25(6):745-755, 2016.
(4) Hatanaka, K. et al.: American Journal of Physiology-Cell Physiology, 311(3):C378-85, 2016.